Ho tante cose interessanti da dire.
Ma non ve le dirò mai.
Ho tante cose interessanti da dire.
Ma non ve le dirò mai.
- Caso 1: una donna alla fermata dell’autobus che urla contro un uomo. Paonazza in volto tira in ballo la famiglia da quello che riesco ad intendere, non so se scagliandovisi contro o usandola come argomento per scagliarsi direttamente contro l’uomo che si allontana, barcollando a quanto sembra.
- Caso 2: una ragazzina in tenuta da fantino che va a cavallo nella neve in mezzo alla città.
- Caso 3: ragazze che camminano tranquillamente per andare all’università o a scuola senza guanti, senza cappello, quando fuori ci sono -5 gradi o ancora meno e fumare una sigaretta può significare perdere le dita prima di riuscire a finirla.
- Caso 4: due bambine che apparentemente vanno a scuola sul marciapiede facendo scintille con gli sci (non nel senso che sono brave).
“Di un giovane uomo e della sua Odissea al Nord”
Miei cari affezionatissimi,
è dura la vita al nord. Si si, very very dura.
Trovo solo oggi un attimo di requie per descrivere serenamente le impressioni sulle terre Norvegesi del vostro terrone viaggiatore preferito
Ebbene tutto ha inizio il 3 gennaio duemiladodici alle 5:50 di mattina quando egli, già in ritardo di un’ora per l’imbarco dei bagagli, prende il bus da Ciampino per arrivare all’aereoporto di Ciampino.
All’aereoporto ciò che gli si para davanti è l’apocalisse. Pochissimi sportelli per imbarcare i bagagli, una fila immane ai controlli sulla sicurezza.
Il viaggiatore fa una scelta: deve fare l’italiano o perderà l’aereo. Perciò salta qualsiasi tipo di fila, la prima volta quasi per sbaglio, senza reali intenzioni truffaldine. La seconda, per forza di cose (il gate stava per chiudere) comincia a passare ai cordoni che smistano la fila verso i controlli di sicurezza, come peraltro stava già facendo un sacco di gente, meritandosi giustamente gli improperi di una persona per bene in fila.
Incontra quindi, due italiani già stanziati in Norvegia che l’aiutano durante il viaggio.
Il volo scorre tranquillo, il viaggiatore per la prima volta non dorme per tutto il viaggio. Vorrebbe ma non vuole perdersi le vedute aeree.
Si arriva ad Oslo, poi grazie alle indicazioni dei due ragazzi italiani egli arriva alla stazione dei bus per Kristiansand.
Dopo 6 ore di viaggio dall’aereoporto, in cui il viaggiatore pur volendo non dorme per non perdersi il paesaggio, egli arriva in una Kristiansand flagellata da forti venti e pioggia orizzontale. Per fortuna l’ospitalità norvegese gli è di aiuto: il gruppo di benvenuto per gli erasmus (incontrato quasi per caso) lo scorta fino al posto in cui avrebbe dimorato per i 5 mesi a venire. Inizialmente senza coperte e cuscino.
Seguono tanti incontri con gli studenti erasmus, una iniziale diffidenza poi tramutata in voglia di conoscere gente, una paura atroce per la scarsissima conoscenza della lingua (che permane nel solo ambito accademico, almeno) e tante scoperte.
Scoperte riguardanti il fatto che se vuoi comprare delle sigarette o alcohol sarai trattato alla stregua di un criminale.
I vizi non sono previsti in Norvegia: 5 lattine da mezzo litro della birra più stupida costano sui 15 euro. Le sigarette oltre i dieci.
Il vino? E’ un liquore e perciò viene venduto esclusivamente nei liquor stores insieme ai superalcolici.
Si, nei market hanno a stento la birra.
E poi che più: la pressione che ti mettono addosso gli automobilisti o anche gli autisti di autobus che vedendoti in prossimità di strisce pedonali si fermano (si, qui si fermano) anche se non dai alcun cenno di voler attraversare.
Il sole che, quando il cielo è azzurro e capita raramente al momento, si riesce a vedere. Si, ma verso mezzogiorno / l’una, quando da noi è alto nel cielo mentre qui te lo trovi di lato e proietta ombre lunghe. In effetti da lì a un paio d’ore sparirà e lascerà il posto al buio.
Che altro: l’inglese perfetto degli studenti norvegesi, l’inglese quasi perfetto dei tedeschi, l’inglese un po’ imperfetto degli studenti francesi e l’inglese del viaggiatore che fa cacare. Ed è il primo insieme ad altri due compagni a dover fare una presentazione di marketing in classe.
E poi non so che altro.
Ah: la strana sensazione, di tutti gli studenti erasmus a quanto pare, di essere sempre terribilmente stanchi anche se si è dormito il giusto. Deve essere la carenza di luce solare forse e il lavoro mentale extra nel dover parlare in un’altra lingua. Che non conosci.
E poi niente, inviti ad andare a fare il bagno al mare e tu col cazzo che ci vai, o meglio: ci vai tra un po’ e li guardi.
Arrivederci.
Norvegia:
Non è vero che fa freddo, fa freddo a modo suo.
Il sole non c’è.
Si sono civili ma pure loro buttano le carte in mezzo alla strada e abbandonano i pneumatici nei fossi.
Costa l’ira di Dio.
L’acqua sta nel reparto delle gaZZose e ci sta solo un tipo. E sa di gazzosa. Forse è gazzosa in effetti.
Il loro caffè migliore fa pietà.
E costa l’ira di Dio.
Però è bella e ti vengono a prendere alla stazione dei pullman con la tempesta e ti accompagnano a casa.
Però parlano strano. E non sai se stanno parlando in Norvegese o in Inglese o se ti stanno pigliando per il culo.
E tu l’Inglese non lo sai parlare, figuriamoci il Norvegese.
Però c’hanno due bei ponti.
E forse qui può piovere davvero per sempre.
E allentano i bambini di nemmeno le medie da soli in un bus per 5 ore di viaggio affianco a un barbone sudato, che puzza e che c’ha gli occhi semichiusi da drogato. Solo che non è un drogato ma sono io co na stanchezza immane.
C’hanno la doccia senza piatto doccia e tutta l’acqua dilaga come la sciughievolezza di lindtor. Dati questi presupposti non chiedete se c’hanno il bidèt.
Arrivederci.
Allego foto di repertorio della solita cazzo di ala del boeing 737 di turno con il nulla sotto.
Nota positiva: solo un paio di persone hanno applaudito all’atterraggio. Forse perché stavamo per morire tutti.. chissà
Vi aspettate qualcosa di speciale, vero? Qualcosa di frizzantino, immagino; o qualche monologo tedioso e scontato ad undici ore circa dalla partenza, presumo. Qualche bella parola per ringraziare Iddio per l’anno passato e le persone che ha messo sul mio cammino o che ho perso lungo di esso. Qualche proposito per il nuovo anno e per la nuova sfida nelle terre del nord, magari.
Oppure qualche cazzatona delle mie da ubriaco o rincoglionito. Qualche dibattito sarcastico con me stesso medesimo, inconcludente e ridondante.
E invece no.
Vado in bagno a fare il bisogno grande e poi vado a mangiarmi il tipico kebab di Ciampino.
Ciao.
A volte sono lanciato, a volte ci sto dentro.
Poi ricordo vedendo ed ho specie del genere umano.
“Cos’è il Genio? È fantasia, intuizione, colpo d’occhio e velocità d’esecuzione.”
(Rambaldo Melandri, Amici miei)
Quante cose si imparano nelle magiche segreterie dell’Università degli studi di Urbino. Quante nuove se ne scoprono. Quante ci danno spunti per riflettere e ci aumentano. Come questa.
Appesa in bacheca al secondo piano, ormai dimenticata per colpa di un annuncio di case in affitto che gli si è maleducatamente sovrappeso (nel senso che è stato appeso sopra, ma non nel senso di sopra in alto; sopra sopra. Però dovrebbe essere soprappeso a questo punto perché non è appeso soVra.. giusto.) soprappeso, una burla: mi ha ingannato la prima volta che l’ho vista e lì ho pensato all’opera di un ignorante. La seconda, quando le ho dato uno sguardo un po’ più lungo ho pensato al genio. La terza volta che l’ho vista, facendole una foto per omaggiarla qui sopra ho pensato a un burlone. Un burlone non bravissimo.
E sì, perché ha esagerato. Che poi la burla può farla pure un genio, e in quel caso è una burla fenomenale. Le mancava così poco per essere una burla geniale questa.
Cioè, burlone, perché mi esageri? Il troppo stroppia. Cazzo metticene pochi di errori, ma significativi. Bastava l’EFFETTUANNO e il LAUREANTI ed un indirizzo email credibile e ne avresti pigliati per il culo a pacchi, di laureanTi. Se poi gli rispondevi anche alle e-mail ti stimavo. Ma gli errori successivi han fatto si che meritassi le mie critiche. Buuu!
E’ proprio che non c’ho voglia di fare un cazzo eh? Ma di questo parlerò a breve..
http://vwdarkside.com/it/jedi/ilario-lucio-falcone-327993
Non è roba mia ma cercare di fare qualcosa per cambiare le cose non fa male. E poi è un’ottima trovata.